La nostra Azienda

Riseria Gazzani 1648

Il rispetto delle tradizioni

La storia della Riseria Gazzani nasce secoli fa, nel pieno Rinascimento a Vigasio, in provincia di Verona.
Il mulino Gazzani, le cui origini risalgono tra la fine del ‘400 e i primi anni del ‘500, è l’edificio che ha dato inizio ad un’attività agricola in questo territorio, continuata poi come Riseria fino ad oggi.

Ogni giorno sentiamo e rispettiamo nel nostro lavoro l’eredità delle lavorazioni artigianali del riso, la bontà e il benessere che nascono dai chicchi cresciuti su questi terreni incontaminati…

Dal mulino alla riseria, la ricchezza del territorio

La nostra storia

Il Mulino Nuovo

Chiamato inizialmente ‘Mulino Nuovo’. Nel 1544 il Comune di Vigasio se ne servì per ottenere un prestito di denaro, con cui acquistare dai nobili Morando il Mulino Vecchio.

1544

La riseria

Secondo documenti del Catasto Austriaco, i macchinari per la lavorazione del riso sarebbero stati aggiunti nel 1648. In quest'epoca, infatti, nel territorio di Vigasio furono edificate la pila di Sopra (a Vaccaldo), quella di Sotto (in contrada Pozzol), quella della Sorte; infine, quella della Zambonina.
L'unica sopravvissuta fra tutte, è proprio questa pila da riso del Mulino Nuovo.

1648

I Gazzani

Alla fine del XVIII secolo, i Gazzani entrarono in possesso del Mulino di Vigasio. La struttura cominciò ad essere designata col nome di questa famiglia.

Fine '700

I Soave

Attualmente, la Riseria appartiene alla famiglia Soave, che continua la secolare tradizione della pilatura del Riso Vialone Nano e del Riso Carnaroli. Custodisce e rende ancora attivo l’antico opificio posto sulle acque del canale Graicella.

Oggi

Lavorazione a pestelli

La struttura della pila da riso, tuttora funzionante, è quella realizzata dai "Pestelli", dei meccanismi verticali di legno.
I pestelli sono lunghi circa due metri, e la loro estremità inferiore termina con una parte appuntita in metallo.

Tale meccanismo, agisce battendo in modo ritmico il risone (riso greggio).
Un procedimento che consente, così, di ridurre al minimo la lavorazione del risone stesso senza scaldarlo; mantenendo inalterate le sue sostanze proteiche.

La ruota idraulica

Ancora oggi si può visitare questa interessante struttura della pila da riso di Vigasio.
Sono presenti le due grandi ruote idrauliche, che azionano vecchi e originali meccanismi.

Così era e così continua la lavorazione del riso artigianale, rimasta immutata negli anni.

Lavorazione con elica

Per il Riso Carnaroli e il Riso Nano Vialone Veronese IGP a marchio Antica Pila, si utilizza questo tipo di lavorazione, in uso agli inizi del Novecento.
Si adopera una pila (un grande vaso rivestito di pietra abrasiva), al centro della quale è sospesa una vite senza fine, l'elica.
Questa arriva quasi a toccare il fondo del vaso. Il riso, una volta introdotto nel vaso, circa 50 chilogrammi, viene premuto con forza in profondità dalla rotazione dell’elica.
Il riso si trova costretto a risalire dal fondo, lungo la parete abrasiva, per poi riscendere al centro.
L’attrito provocato dallo sfregamento sulla parete abrasiva e tra chicco contro chicco, fa sì che il riso venga lavorato uniformemente senza disperdere le caratteristiche organolettiche.

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